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Matasci Vini

07/04/2026

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Cantina Jermann:
quando un vino cambia la storia dei bianchi italiani del Friuli

Ci sono cantine che producono grandi vini. E poi ci sono cantine che cambiano il modo di pensare il vino. Cantina Jermann appartiene a questa seconda categoria.

Nel cuore del Friuli-Venezia Giulia, a Villanova di Farra d’Isonzo, nasce nel 1881 una storia che attraversa più di un secolo. Una storia fatta di radici mitteleuropee, intuizioni coraggiose e di un bianco diventato leggenda: il Vintage Tunina Jermann.
Ancora oggi il nome Jermann è associato a eleganza, precisione e capacità di innovare senza perdere il legame con il territorio. I vini Jermann sono infatti considerati tra i più rappresentativi dei grandi bianchi del Friuli-Venezia Giulia.

“Luigi Veronelli lo definì il ‘Mennea dei vini italiani’, e il Vintage Tunina entrò nella leggenda."

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Dalle origini mitteleuropee al Collio

Dalle origini mitteleuropee al Collio

Tutto inizia nel 1881, quando Anton Jermann lascia Bilijana, nell’attuale Slovenia, e si stabilisce in Friuli. Porta con sé una cultura del vino influenzata dall’Europa centrale e trova nel Collio un ambiente ideale per coltivare la vite. Le colline sono ventilate e i terreni di ponca, una miscela di marne e arenarie tipica del Collio, donano ai vini mineralità e finezza.

Queste caratteristiche pedoclimatiche contribuiscono a definire lo stile dei bianchi del Friuli-Venezia Giulia: eleganti, freschi e capaci di evolvere nel tempo. La famiglia Jermann lavora per decenni mantenendo un forte legame con il territorio, consolidando la propria presenza locale. È una crescita lenta, fatta di continuità e tradizione, che prepara il terreno alla svolta successiva.

 

Silvio Jermann e la rivoluzione dei bianchi friulani

Negli anni ’70 Silvio Jermann entra in azienda con una visione chiara: portare i bianchi friulani ai vertici internazionali. Dopo gli studi enologici introduce tecniche allora pionieristiche, come fermentazioni a bassa temperatura in acciaio, maggiore controllo delle lavorazioni e selezioni più accurate delle uve.

Queste innovazioni permettono di preservare gli aromi varietali e migliorare la pulizia espressiva dei vini. Il risultato è uno stile più moderno, elegante e riconoscibile. In pochi anni il Friuli-Venezia Giulia diventa un punto di riferimento per i bianchi italiani, e i vini Jermann contribuiscono in modo decisivo a questo cambiamento.

Il suo approccio combina vitigni internazionali e varietà autoctone, valorizzando l’identità del territorio senza rinunciare alla sperimentazione. Una visione che influenzerà molte cantine della regione e rafforzerà il prestigio dei bianchi del Collio.

 

Il sogno chiamato Vintage Tunina

Nel 1975 nasce il Vintage Tunina, un blend pionieristico di Sauvignon Blanc, Chardonnay, Malvasia Istriana, Ribolla Gialla e Picolit. Un vino fuori dagli schemi, nato da una vigna chiamata “Tunina” e destinato a diventare uno dei bianchi italiani più celebri.

Si racconta che il primo Vintage Tunina nacque quasi come esperimento, senza l’idea iniziale di commercializzarlo. Furono gli assaggi a convincere Silvio Jermann del suo potenziale, trasformando un progetto curioso in un’icona internazionale. Il nome deriva proprio dalla vigna storica da cui nacque l’assemblaggio. Secondo la tradizione locale, il vigneto sarebbe stato dedicato a una donna chiamata Antonia, soprannominata “Tunina”.

Il successo è immediato. Luigi Veronelli lo definisce “il Mennea dei vini italiani” e il Vintage Tunina diventa simbolo di eleganza, struttura e longevità. Il Vintage Tunina Jermann contribuisce così a ridefinire l’immagine dei bianchi del Friuli-Venezia Giulia, dimostrando che possono essere complessi, raffinati e adatti all’invecchiamento.

Una scelta controcorrente: il tappo a vite

La ricerca della precisione porta Silvio Jermann a compiere un’altra scelta audace. Alla fine degli anni Novanta decide di imbottigliare il Vintage Tunina 1997 con tappo a vite Stelvin. In un periodo in cui il sughero è considerato l’unica opzione “nobile”, la decisione sorprende.

La motivazione è tecnica: eliminare il rischio di difetti e preservare l’integrità aromatica del vino. Negli anni successivi le degustazioni verticali dimostrano che le bottiglie mantengono freschezza e precisione anche dopo lungo affinamento. È una scelta che anticipa tendenze oggi diffuse, confermando l’approccio innovativo della cantina Jermann.

 

Nomi fuori dagli schemi e spirito creativo

Anche nella comunicazione Jermann rompe le convenzioni. Basti pensare al nome “Where Dreams have no end…”, più vicino a una frase poetica che a un vino. Accanto a questo, etichette come Vinnae o Capo Martino raccontano uno stile libero e personale.

Il nome Vinnae nasce dall’unione di “vigne” e “annate” e fu introdotto per celebrare il centenario della cantina. Un dettaglio che sottolinea il legame tra tempo, territorio e identità. Per Jermann il vino diventa così racconto, espressione culturale oltre che prodotto enologico.

 

Crescita e visione sostenibile

Negli anni l’azienda si espande progressivamente, passando da pochi ettari a oltre 170 ettari vitati tra Collio e Venezia Giulia. Questa crescita è accompagnata da investimenti in tecnologia e sostenibilità. Nel 2007 viene inaugurata la cantina di Ruttars, a Dolegna del Collio, progettata secondo criteri energetici avanzati e certificata CasaClima.

Accanto alla struttura moderna rimane attiva la cantina storica, simbolo della continuità familiare. L’equilibrio tra innovazione e tradizione diventa uno degli elementi distintivi della filosofia produttiva dei vini Jermann.

 

Jermann oggi, tra continuità e futuro

Nel 2024 la famiglia Antinori acquisisce la maggioranza della cantina, aprendo un nuovo capitolo. L’obiettivo è sostenere la crescita mantenendo intatto lo stile che ha reso Jermann un riferimento mondiale per i bianchi del Friuli-Venezia Giulia.

Oggi i vini Jermann continuano a raccontare una storia fatta di precisione, freschezza e profondità. Cantina Jermann rappresenta l’incontro tra radici mitteleuropee e spirito innovativo, un punto di riferimento per chi ama i grandi bianchi italiani.

 

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Jermann

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La rivoluzione dei bianchi friulani

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