Da Amatrice alla Svizzera, passando per la Gricia
Prima dell’Agro Pontino, nella storia della famiglia Santarelli c’è Amatrice.
Le radici familiari conducono infatti a queste terre, dove il commercio del vino faceva parte della storia dei Santarelli già prima della nascita di Casale del Giglio.
E seguendo questo legame incontriamo inevitabilmente anche la cucina.
Tutti conosciamo l’Amatriciana. Meno nota è forse la Gricia, considerata la sua antenata e spesso chiamata “amatriciana bianca”: guanciale, Pecorino Romano e pepe, senza pomodoro.
Casale del Giglio racconta questa preparazione attraverso le proprie origini amatriciane e la tradizione della transumanza. Ancora oggi la Gricia fa parte del racconto gastronomico della famiglia e della cantina.
Ma è l’origine stessa della parola Gricia a riservarci una piccola sorpresa.
Una delle ipotesi etimologiche riconduce il nome ai grici, commercianti di pane e generi alimentari attivi a Roma, che si diceva provenissero anche dai Grigioni svizzeri. Non è l’unica spiegazione possibile e l’origine del termine rimane discussa.
Così, seguendo le radici di Casale del Giglio fino ad Amatrice, abbiamo finito per ritrovare un pezzetto di Svizzera. Dove meno ce lo aspettavamo: in un piatto di pasta.
La Gricia secondo Casale del Giglio
A questo punto, la ricetta non poteva mancare.
Casale del Giglio propone la versione legata alla tradizione amatriciana e alla storia della famiglia Santarelli.
Ingredienti per 4 persone
- 500 g di mezze maniche rigate (oppure spaghetti o bucatini, secondo i gusti)
- 500 g di guanciale amatriciano stagionato e pulito
- 100 g di Pecorino Romano
- sale grosso
- pepe, circa mezzo cucchiaino
Si elimina la cotenna dal guanciale, lo si taglia a piccoli pezzi e lo si lascia rosolare lentamente in padella, senza aggiungere olio. Una volta dorato e croccante, si toglie e si tiene da parte.
Nel frattempo, si cuociono le mezze maniche in acqua salata e si scolano al dente. Si manteca quindi la pasta con il grasso rilasciato dal guanciale, il Pecorino Romano e il pepe, completando infine con il guanciale croccante.
Pochi ingredienti, una storia lunga secoli e, forse, persino un piccolo legame con la Svizzera.
Casale del Giglio arriva da Matasci
Dall’Agro Pontino a Ponza, dai vitigni internazionali alle varietà autoctone, da un calice di 2.500 anni a un piatto di Gricia: Casale del Giglio è una cantina che ha fatto della curiosità un modo di conoscere il proprio territorio.
Ed è forse proprio questo il filo che unisce tutte le storie che abbiamo incontrato.
Da oggi una selezione dei suoi vini entra a far parte dell’assortimento Matasci.
Un nuovo territorio da scoprire, un vino alla volta.