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MATASCI VINI IN ANFORA 

Il vino lasciato respirare nella ceramica.

Prima del legno, 
prima dell'acciaio, c'era la terra. 
L'argilla che accoglie, tace e restituisce.

Keramis, dal greco kéramos. 

Anfore di ceramica da 900 litri in cui il vino riposa quindici mesi, senza vaniglia né tostature. 

La ceramica non firma: respira piano, e lascia al vitigno la parola.

I VINI 

Un bianco, un rosso.
Davvero esclusivi.

Keramis Bianco 

DISPONIBILE

Keramis Rosso  

OTTOBRE 2026

Petit Verdot · prima degustazione agli Ori del Ticino

BIANCO. SAUVIGNON BLANC TICINO DOC.2024

Freschezza verticale.

Frutti gialli esotici, sfumature minerali, erbe mediterranee. 

Quindici mesi sulle fecce fini in anfora, dai vigneti 

pedecollinari del Mendrisiotto. 

Al palato fresco, vibrante, con un finale lungo ed elegante.

Title

15 mesi in anfora    12.5%    vol.75 cl

Title

SCOPRI GLI ORI DEL TICINO

Il Rosso arriva a ottobre.
Il primo calice, insieme.

Venerdì 9 e sabato 10 ottobre 2026, dalle 14:00 alle 20:00, al Caveau Ticino di Tenero. 

Keramis Bianco e la prima degustazione pubblica del Keramis Rosso, 

accanto ai vini ticinesi premiati con la medaglia d'oro. Ingresso libero, prenotazione gradita.

DAL BLOG

Vino in anfora: 

un ritorno alle origini

Una tradizione millenaria, dal Caucaso al Mediterraneo, che oggi torna a parlare al vino contemporaneo. Perché la ceramica, come lavora sul vino e cosa cambia rispetto al legno: il racconto dell'enologo Giovanni Alberio sulla nascita di Keramis.

 

LEGGI L'ARTICOLO 

IN CANTINA 

Terra, vetro, tempo

Il tappo di vetro. Ambra e trasparenza: l'unico punto in cui l'anfora lascia intravedere ciò che custodisce.

La pelle della ceramica. Venature e porosità: da qui il vino respira, lentamente, per quindici mesi.

Il ventre. La forma arrotondata muove il vino e tiene le fecce fini in sospensione.

Il calice. Giallo paglierino, luce e sale: quello che la ceramica ha lasciato intatto.

Un primo sguardo. Il Rosso nel calice, la luce che passa: il primo assaggio arriva in ottobre.

Accanto alla madre. Il Bianco ai piedi dell'anfora in cui è cresciuto.

La cantina. Le anfore in fila, ognuna con il proprio tempo

Giovanni Alberio. L'enologo ha scelto la ceramica per lasciare al vitigno la parola